Reparto cyber

Cercare proattivamente minacce che gli alert non hanno rilevato.

Threat hunting basato su ipotesi, intelligence e telemetria per individuare persistenze, movimenti laterali e comportamenti anomali.

Partire dall'ipotesi che un segnale possa essere sfuggito.

Il threat hunting è una ricerca proattiva guidata da ipotesi. Utilizza conoscenza dell'ambiente, threat intelligence e comportamenti degli attaccanti per cercare tracce che non hanno generato un alert o sono state classificate come innocue.

Fasi di una campagna

  1. definizione dell'ipotesi e degli asset interessati;
  2. verifica della telemetria disponibile e dei suoi limiti;
  3. costruzione di query e indicatori comportamentali;
  4. analisi di endpoint, identità, rete, cloud e applicazioni;
  5. approfondimento delle anomalie e raccolta delle evidenze;
  6. escalation degli eventi confermati;
  7. trasformazione dei risultati in nuove regole di detection.

Scenari ricorrenti

  • uso anomalo di account privilegiati o di servizio;
  • persistenza, esecuzione sospetta e strumenti dual use;
  • movimento laterale e autenticazioni inconsuete;
  • comunicazioni verso infrastrutture malevole;
  • accessi cloud e download incompatibili con il profilo dell'utente;
  • segnali successivi a una vulnerabilità critica o a un incidente.

Output

La campagna produce risultati, limiti di visibilità, evidenze e raccomandazioni. Anche quando non emergono compromissioni, il hunting misura la qualità della telemetria e genera miglioramenti concreti per SIEM, EDR/XDR e playbook.