Approfondimento tecnico

Penetration Test per verificare se una debolezza può diventare compromissione.

Simulazioni di attacco autorizzate su applicazioni, API, infrastrutture, Wi-Fi e cloud con evidenze, impatto e indicazioni di correzione.

Validare il rischio attraverso una simulazione controllata.

Il Penetration Test verifica se vulnerabilità e configurazioni deboli possono essere combinate per ottenere accesso non autorizzato, elevare privilegi, raggiungere dati o muoversi tra sistemi. A differenza di una scansione estesa, privilegia la validazione manuale e la comprensione dei percorsi d'attacco plausibili.

Tipologie di test

  • applicazioni web e portali autenticati;
  • API REST, GraphQL e integrazioni applicative;
  • perimetro esterno e infrastrutture interne;
  • Active Directory, identità e percorsi di privilege escalation;
  • reti wireless e segmentazione;
  • configurazioni cloud e catene di autorizzazione;
  • scenari black box, grey box o white box concordati.

Regole di ingaggio

Prima dell'avvio vengono formalizzati autorizzazione, obiettivi, sistemi inclusi ed esclusi, orari, tecniche consentite, gestione dei dati, contatti e stop condition. Le attività potenzialmente distruttive, di persistenza o di esfiltrazione non vengono eseguite senza un'autorizzazione specifica e controlli adeguati.

Metodo

  1. ricognizione e mappatura della superficie raggiungibile;
  2. analisi di autenticazione, autorizzazione, sessioni e configurazioni;
  3. ricerca e validazione delle vulnerabilità rilevanti;
  4. dimostrazione controllata dell'impatto con minima alterazione;
  5. ricostruzione della catena d'attacco e raccolta delle evidenze;
  6. confronto immediato sulle criticità urgenti;
  7. reporting, remediation workshop e retest.

Output

Il report distingue evidenze, rischio tecnico e impatto aziendale. Ogni finding include precondizioni, passi di riproduzione compatibili con la sicurezza del cliente, asset interessati e raccomandazioni. La sintesi executive traduce i risultati in scenari comprensibili alla direzione e supporta la definizione delle priorità.

Il test non certifica l'assenza di vulnerabilità: riduce l'incertezza su un perimetro e in un periodo definiti. Per questo NESQ raccomanda di abbinarlo a gestione continua delle vulnerabilità, secure development e monitoraggio.