Conoscere le vulnerabilità prima che diventino un percorso d'attacco.
Il Vulnerability Assessment identifica vulnerabilità note, configurazioni deboli, componenti obsolete ed esposizioni che possono aumentare il rischio di compromissione. Scansioni e strumenti automatici sono utili per ampliare la copertura, ma i risultati vengono validati e interpretati da specialisti per ridurre falsi positivi e priorità fuorvianti.
Possibili perimetri
- indirizzi IP e servizi esposti su Internet;
- reti interne, server, endpoint e apparati di rete;
- applicazioni web, API e componenti di terze parti;
- ambienti cloud, container e configurazioni di sicurezza;
- sistemi OT/IoT, quando lo scope e le condizioni operative lo consentono.
Fasi dell'attività
- Definizione dello scope: asset, esclusioni, finestre, autorizzazioni e contatti.
- Raccolta informazioni: esposizione, tecnologie, versioni e servizi raggiungibili.
- Analisi: scansioni calibrate, controlli di configurazione e verifiche manuali.
- Validazione: conferma delle criticità e contestualizzazione rispetto agli asset.
- Prioritizzazione: gravità, sfruttabilità, presenza di mitigazioni e impatto sul business.
- Restituzione: piano di remediation e confronto con i responsabili tecnici.
Cosa viene consegnato
- executive summary con rischio complessivo e temi ricorrenti;
- inventario delle evidenze con asset, porta o componente interessata;
- classificazione della gravità con motivazione e contesto;
- indicazioni tecniche di correzione e possibili controlli compensativi;
- roadmap ordinata per urgenza, dipendenze e sostenibilità;
- retest per verificare chiusura o riduzione delle esposizioni.
Quando ripeterlo
Il Vulnerability Assessment è utile a intervalli regolari, dopo cambi infrastrutturali rilevanti, migrazioni, acquisizioni o introduzione di nuovi servizi esposti. Inserito in un processo continuo, permette di misurare trend, tempi di remediation e rischio residuo, invece di produrre una fotografia destinata a invecchiare rapidamente.