Le evidenze si spostano tra dispositivo e servizi remoti.
Messaggi, email, documenti, accessi e attività applicative possono essere distribuiti tra smartphone, backup, tenant cloud e sistemi di terze parti. La mobile e cloud forensics richiede quindi una strategia che consideri disponibilità, volatilità, autorizzazioni e limiti di ciascuna fonte.
Dispositivi mobili
- identificazione del dispositivo, stato e condizioni di acquisizione;
- raccolta logica o file-system quando tecnicamente possibile e autorizzata;
- analisi di applicazioni, comunicazioni, file e metadati;
- ricostruzione di attività e sequenze temporali;
- verifica di backup disponibili e fonti correlate;
- documentazione di strumenti, versioni e limiti tecnici.
Ambienti cloud
- audit log di Microsoft 365, Google Workspace e servizi SaaS;
- accessi, sessioni, MFA, applicazioni e consensi;
- regole mailbox, inoltri e attività amministrative;
- condivisioni, download, cancellazioni e modifiche;
- correlazione tra identity provider, posta, storage e endpoint;
- verifica dei periodi di retention e delle lacune informative.
Risultati
Il cliente riceve un inventario delle fonti, una timeline e una relazione che distingue dati presenti, inferenze e informazioni non recuperabili. L'accesso ai servizi avviene esclusivamente con autorizzazioni e credenziali messe a disposizione dal soggetto legittimato.